A tutti è capitato di trovarsi di fronte ad un medico per
esigenze proprie o di persone a noi care. Si dovrebbe instaurare un rapporto
basato sul dialogo. Il paziente deve essere libero di domandare ciò che vuole
senza sentirsi giudicato per le domande che fa. Il medico deve saper rispondere
a tutte le questioni poste e cercare di spiegare eventuali terapie o interventi
chirurgici nella maniera più semplice possibile, senza usare termini medici
troppo complessi. Le informazioni devono essere il più possibile complete in
modo che il paziente affronta quello che ha più preparato e consapevole.
Bisogna parlare anche di eventuali rischi, in modo che il
paziente può anche decidere di non farsi curare. Ci deve pure essere l’umiltà,
da parte del medico, di riconoscere i propri limiti nel caso in cui non sappia
come comportarsi con il paziente. In questo caso ci deve essere anche
cooperazione tra i medici e non rivalità: quando si capisce che un collega è
più capace o ha più esperienza o competenza si dovrebbe riconoscere e, nei casi
che necessitano, indicarlo ai pazienti.
Molti medici, senza umiltà, e che si credono
onnipotenti, pensano di avere delle
cavie di fronte a loro e cominciano a proporre cure o interventi che magari non
servono o che peggiorano la situazione clinica.
Il paziente se non è convinto del medico deve sentire
un’altra opinione e poi scegliere chi seguire. Parlando, medico e paziente
instaurano un rapporto sano per entrambi: il paziente si sente considerato e il
medico può esercitare le sue conoscenze
in tutta tranquillità. Instaurandosi un buon dialogo si potrebbero evitare
tutti i casi di malasanità accaduti in Italia.